Into the Storm - la nostra visita sul set del film catastrofico di Steven Quale

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Into the Storm - la nostra visita sul set del film catastrofico di Steven Quale

29 agosto 2012, Michigan.

Visualizzate la classica campagna americana, quella fatta di immense distese piatte, dove campi coltivati si estendono a perdita d'occhio. Siamo in una strada sterrata, una ventina di minuti d'auto a est di Detroit. Il posto non sarebbe in nulla differente da centinaia di altri sparsi per le pianure americane, se non fosse che in realtà è stato scelto come set per Into the Storm, nuova regia di quello Steven Quale conosciuto per l'esordio di Final Destination 5 ma soprattutto per essere lo storico aiuto regista di James Cameron in vere e proprie imprese cinematografiche come Titanic e Avatar.

Quattro enormi bracci meccanici reggono sospesi a svariate decine di metri d'altezza degli idranti di proporzioni enormi. Ai lati sono stati posti dei ventilatori ugualmente impressionanti. Gli attori sono chiusi dentro il più classico dei bus della scuola, rigorosamente giallo. Tra loro si scorgono chiaramente Richard Armitage e Sarah Wayne Callies. Durante questa inquadratura tutto ciò che devono fare è scendere dall'auto, scambiarsi un paio di battute velocissime e correre al riparo sotto una piccola scarpata ai lati della strada. In apparenza una ripresa semplicissima, se non fosse che al classico grido "action" di Quale si scatena letteralmente l'inferno. La burrasca provocata da ventilatori e idranti è pazzesca, a noi giornalisti posti a non mano di cinquanta metri dall'azione arrivano comunque alcuni schizzi.



Appena viene dato lo stop gli assistenti corrono con gli accappatoi verso il cast, che si sta evidentemente divertendo un mondo. La Callies si avvicina a noi ancora sorridente: "Sono totalmente fradicia, ma ne vale la pena. È uno spasso girare scene del genere. Il mio ruolo è quello di una madre che vuole proteggere i propri figli dalle avversità che si presentano loro contro. È ovvio che il personaggio sia accostato a quello di Lori in The Walking Dead (ai tempi della set visit non era ancora andata in onda la seconda stagione della serie AMC, ndr.), alcune dinamiche sono simili.
Di differente c'è però l'approccio al ruolo: in questo film sono molto più decisa, non ho esitazioni quando si tratta di tentare di salvare i miei ragazzi."

Dopo l’attrice è il turno di Richard Armitage, impostosi a livello internazionale grazie al ruolo di Thorin nella trilogia de Lo Hobbit firmata Peter Jackson. “Anche se entrambi spettacolari, Into the Storm e Lo Hobbit sono due operazioni completamente differenti: in questo film stiamo cercando di ottenere il massimo realismo possibile, avendo a che fare con elementi naturali Steven sta cercando di rendere tutto vero. Alterniamo effetti speciali al computer con altri meccanici come quelli che state osservando in questa scena. Peter invece ha costruito un universo immaginario incredibile, puntando ovviamente al massimo del rendimento per quanto riguarda creature e mondi fantastici. Un abbraccio totalmente opposto.”
Anche per Armitage vale lo stesso discorso della Callies: al tempo dell’incontro non era ancora uscito al cinema il primo capitolo della trilogia tolkeniana, e da lì a pochi giorni l’attore sarebbe dovuto tornare in Nuova Zelanda per girare alcune inquadrature aggiuntive.



Dopo la pausa si torna a girare la stessa scena, concentrandosi però sui primi piani degli attori. Di nuovo fiumi di acqua investono dall’altro il cast. A noi giornalisti però viene risparmiato l’acquazzone, poiché è arrivato il momento di parlare con il regista Steven Quale: “Il referente principale che avevamo era Twister, il film di Jan De Bont uscito a metà anni ’90. In quel caso il tornato più potente alla fine del film arrivava a una scala di 5. Quello che vedrete in questo film sarà un 7. Ci sarà molto lavoro da fare in post-produzione, quello che ho imparato lavorando tutti questi anni con James Cameron è che non bisogna lasciare nulla d’intentato quando si ha un’idea precisa di cosa si vuole ottenere. Essendo questa calamità naturale uno dei grandi protagonisti del film, cercheremo di renderlo spettacolare e insieme realistico. Cia aspetta un compito duro ma ne verremo fuori con un film visivamente memorabile.”

A quasi due anni da quest’affermazione Into the Storm – che al tempo aveva come titolo Black Sky – è pronto per arrivare al giudizio del pubblico. Qui in America non ci resta che aspettare il prossimo otto agosto e correre al cinema. In Italia il film uscirà invece l’undici settembre.






Adriano Ercolani
  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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